La graduale uscita dalla fase di emergenza sanitaria da Covid-19 richiederà, con l’avvio del nuovo anno accademico, un monitoraggio delle criticità di molti aspetti della vita universitaria; tra questi, il sistema dei trasporti, che deve permettere un efficace - ma allo stesso tempo sicuro - flusso di mobilità da/per le nostre sedi.
Per questo l'Università di Genova ha deciso di aderire all’indagine nazionale sulla mobilità casa-università rivolta a studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo, promossa dalla RUS (Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile), di cui il nostro Ateneo fa parte. L’indagine, patrocinata della CRUI, raccoglierà informazioni sulle abitudini di spostamento precedenti alla fase di lockdown, gli eventuali cambiamenti previsti al riguardo da ciascuno di noi (secondo due scenari alternativi di basso oppure medio-alto rischio sanitario), con particolare attenzione ai fattori di sicurezza sanitaria e sostenibilità. Le indicazioni ricavate saranno preziose per la programmazione della didattica e del lavoro in Ateneo, ma anche per la programmazione del trasporto pubblico e della viabilità in accesso alle sedi universitarie.

Sarà il trasporto pubblico a subire il maggior calo in termini percentuali in caso di rischio sanitario ancora alto. A dirlo è uno studio della Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile che ha analizzato il comportamento di 85.000 persone rappresentative della popolazione accademica italiana.
Una persona su tre si sposterà con un proprio mezzo motorizzato nel caso di una nuova ondata pandemica. Una crescita di otto punti percentuali rispetto al periodo pre-Covid. A dirlo è il report “Indagine nazionale sulla mobilità casa-università al tempo del Covid-19” realizzato dalla Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (RUS) che ha analizzato il comportamento di 85.000 persone rappresentative della popolazione accademica.
Il campione preso in esame dal Gruppo di Lavoro Mobilità della RUS coinvolge la comunità accademica di riferimento ed è composto per il 79% da studenti, l’11% da docenti o ricercatori e il 9,6% da personale tecnico-amministrativo.
Se osserviamo più nel dettaglio come si prevede cambieranno le abitudini di viaggio sul percorso casa-università per l’anno che sta iniziando, nei due scenari ipotizzati è possibile prevedere che nella stragrande maggioranza dei casi coloro che si recavano in università a piedi e in bicicletta continueranno a farlo, così come continueranno a utilizzare l'automobile privata coloro che già lo facevano.
I cambiamenti più significativi si avranno tra gli utenti del trasporto collettivo: nello scenario più critico circa un 20% degli utenti del trasporto pubblico cambierà scelta modale, passando all’uso dell’auto propria nel 13,3% dei casi e alla mobilità attiva nel 6%.

"È su queste quote che le politiche di mobilità devono e possono incidere – afferma Matteo Colleoni, Coordinatore del Gruppo di Lavoro Mobilità della RUS, – sia incentivando un più ampio ricorso alla mobilità attiva, che limitando, con adeguate misure di aumento dell’offerta e gestione dei mezzi, l’abbandono del trasporto pubblico".

Adriana Del Borghi, Delegata del Rettore alla sostenibilità ambientale, e Francesca Pirlone, Referente del gruppo mobilità sostenibile di Ateneo, dichiarano: “L’Università di Genova è uno degli Atenei promotori dell'indagine, nella convinzione che le informazioni raccolte saranno preziose per la governance dell'Ateneo nonché per l’accessibilità alle sedi universitarie; dopo i dati nazionali già presentati, saranno resi noti anche i risultati locali.”

Per approfondimenti: https://life.unige.it/comunicati-stampa/1583