Negli ultimi mesi, a Genova, si è fatto un gran parlare di cibo e di ciò che si nasconde dietro la filiera agroalimentare, per questo ricercatori e comuni cittadini hanno scelto di incontrarsi nelle "Agorà del cibo", assemblee cittadine nate per fare emergere criticità e proposte a proposito della produzione, distribuzione e del consumo di cibo in città.
Anche l'Università di Genova ha deciso di partecipare a questo progetto, insieme a Luisa Stagi, referente per Unige nel Gdl RUS sul cibo, il Settore Sostenibilità e gli OV del progetto SCU e SCA, che hanno partecipato all'iniziativa del 16 gennaio dove tutti i partecipanti delle Agorà del Cibo si sono riuniti per condividere, integrare e approvare la bozza di documento di raccomandazioni.
Questo documento sarà poi consegnato alle istituzioni genovesi durante una seconda iniziativa, “Verso una food policy per Genova”, che si terrà il 30 gennaio dalle 16:00 alle 19:30 presso il Genova Blue District, a cui parteciperanno diversi assessori e la Consigliera delegata alle politiche del Cibo del Comune di Genova.
I cambiamenti sociali e urbani a Genova negli ultimi decenni hanno riguardato molti attori della filiera del cibo, il calo del reddito reale (-4,4% negli ultimi 20 anni) e le offerte di lavoro povero (in particolare nella ristorazione e commercio) hanno aggravato la situazione.
A Genova si è allargata la fascia di persone in povertà assoluta. Oggi oltre 28.000 persone accedono ai servizi di distribuzione alimentare, ma il numero di chi vive una condizione di povertà alimentare è probabilmente più del doppio.
Le distorsioni del mercato agroalimentare hanno portato all’aumento di perdite alimentari in campo e degli sprechi. A Genova è stato registrato uno spreco alimentare annuo di circa 10.000 ton di cibo perfettamente edibile, di cui circa 3.500 ton solo nei supermercati.
Oggi, grazie anche agli incontri delle Agorà del cibo, nate da un'idea di Terra! e di Ricibo, una realtà genovese molto attiva nel mondo dello contrasto allo spreco alimentare e nella redistribuzione delle eccedenza, si è fatta strada la convinzione secondo cui per avviare un processo di ridefinizione delle politiche del cibo cittadine, occorra adottare un approccio bottom-up (dal basso verso l’alto), che coinvolga tutti gli attori chiave della filiera agroalimentare della città e che assuma una valenza intersettoriale a livello istituzionale.
Per maggiori informazioni vi consigliamo di consultare il sito di Terra!: associazioneterra.it